Torna indietro

L'UOMO DEL MISTERO
Mondadori pubblica una biografia dedicata all'"uomo del mistero" da Renzo Allegri "Ma il sensitivo Rol non barava. Parola di de Castro"
Lo storico scrisse in sua difesa nell'estate del 1978: "Trucco? Chiedo la spiegazione"

_____________________________________________________________________________

Lui era un professore universitario. Uno storico, un diplomatico che si era occupato da vicino della "questione di Trieste". L'altro stupiva l'Italia e il mondo con le sue doti paranormali. Affascinava capi di Stato e registi, artisti e scrittori, facendosi fotografare in due posti differenti. Iniziando a dipingere quadri che, poi, si completavano da soli. Due mondi lontanissimi, in apparenza, quelli di Diego de Castro, che allora era direttore dell'Istituto di Statistica dell'Università di Torino, e di Gustavo Adolfo Rol, il sensitivo più amato da Federico Fellini. Eppure, un giorno le loro strade si incrociarono. Lo racconta Renzo Allegri, giornalista e scrittore originario di Verona, nel suo libro Rol il grande veggente (Mondatori).
Nell'estate del 1978, Rol, che non amava farsi pubblicità, che raramente concedeva interviste, fu attaccato con forza sui giornali italiani. Le sue presunte qualità paranormali, gli eventi inspiegabili che avevano affascinato anche Dino Buzzati, tanto da fargli scrivere pagine memorabili raccolte nel volume I misteri d'Italia, vennero messi alla berlina. Smontati pezzo a pezzo, ridicolizzati. Trattati alla stregua di esercizi di prestidigitazione. Rol era a sconvolto. "Mi telefonò e quasi piangeva - scrive Renzo Allegri -. Disse che si era fidato di alcune persone, che le aveva ricevute a casa e aveva fatto per loro esperimenti straordinari, ma che poi avevano scritto il contrario di ciò che avevano visto". In soccorso dell'"uomo del mistero" arrivarono, però, personaggi influenti. Come Remo Lugli, Arturo Carlo Jemolo, Franco Granone. E Diego de Castro. Lo storico, morto nei giorni scorsi nella sua casa di Roletto di Pinerolo, in Piemonte, scrisse una testimonianza in difesa di Rol. Raccontando episodi mai rivelati prima. "Quasi vent'anni fa Rol, in piena luce - queste le sue parole -, verso le 13, fece questo esperimento in casa del mio suocero dove era stato invitato a colazione. Non a casa sua. Preso da me, a caso, un libro tra una trentina di volumi ugualmente rilegati: scelte da me tre carte da un mazzo ch'era in casa, per determinare il numero della pagina, mi fece mettere il libro sul petto e intonare una specie di nenia (oh, oh, oh) per alcuni secondi. Non toccò mai il libro che risultò poi essere di Victor Hugo. Disse in francese (traduco) "I valentinesi dormivano con i loro orsi". Il primo verso della pagina scelta con le carte diceva: "I valentinesi dormienti con i loro orsi". Il libro non era mai uscito dalle mie mani, la sua scelta e la scelta della pagina erano casuali: ignoravo che libro fosse. Trucco? Chiedo la spiegazione, anche perché ripetemmo l'episodio con un libro tedesco e uno italiano con gli stessi risultati". Rol, l'"uomo del mistero" morto nel 1994, era riuscito a stupire anche il colto e razionale Professore istriano.

Alessandro Mezzena Lona
Da: "Il PICCOLO", 22 giugno 2003